La vicenda dell’innegabile conflitto di interessi in cui è caduto Vaglio sta assumendo contorni preoccupanti, non tanto per le conseguenze che la nomina di un suo socio in affari (veste, questa, colpevolmente sottaciuta) comporterà sulla credibilità dell’Istituzione forense romana, quanto per la degenerazione che sta producendo nel confronto “politico” tra le varie componenti dell’Avvocatura capitolina.
